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Full text of "OPUSCOLO SESTA DICHIARAZIONE E NASCITA DELL'ALTRA CAMPAGNA"

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Questo opuscolo e prodotto da: 

P.I.R.A.T.A. 

- Piattaforma Internazionalista per la Resistenza 

e PAutogestione Tessendo Autonomia - 

formata dai collettivi: 

NOMADS (spazio pubblico autogestito XM24, Bologna), 

NODO SOLIDALE (Roma e Messico), 

COLLETTIVO ZAPATISTA MARISOL (Lugano). 

Da anni appoggiamo e accompagniamo politicamente le lotte delle 

comunita e delle organizzazioni in resistenza del Messico. 

Produciamo materiali informativi e di analisi politica sui processi di 

autonomia che contraddistinguono in modo forte queste realta di 

resistenza, cercando cosi di offrire un contributo all'elaborazione dei 

movimenti sociali nei territori da cui proveniamo. 



In queste pagine abbiamo selezionato 
parti dalla Sesta Dichiarazione della 
Selva Lacandona commentata da 
compagne e compagni aderenti alia 
Otra Campafia, in un'intervista 
realizzata in Chiapas. 

La Sesta Dichiarazione venne resa 
pubblica nel giugno 2005, rompendo i tre 
anni di silenzio in cui si era chiuso 
PEsercito Zapatista di Liberazione 
Nazionale (EZLN). 

Con questo opuscolo non vogliamo fare 
un'apologia dello zapatismo fine a se 
stessa, ma vogliamo condividere saperi 
e lotte che possano lanciare dei 
messaggi al movimento internazionale. 

Vogliamo parlarvi dello sviluppo 
politico che in questi ultimi anni ha visto 
partecipare le realta di movimento di 
tutti gli stati messicani. 



Vogliamo portarvi attraverso un paese 
infinitamente esteso: dai deserti del confine statunitense alia selva del Chiapas, 
passando per montagne, spiagge, megalopoli e resti delle Antiche Civilta 
Mesoamericane. 




Vogliamo raccontarvi le difFerenze e le complessita dei movimenti sociali dell T Unione 
degli Stati del Messico fatti di operaie ed operai, indigene ed indigeni, maestre e 
maestri, lavoratrici del sesso e altri settori sociali emarginati. 

Vogliamo analizzare il contesto in cui nasce e poi si sviluppa la proposta della Otra 
Campafia, che cerca la risposta a un interrogativo simile in tutte le lotte: in che 
modo movimenti e gruppi cosi diversi e lontani decidono di mettersi 
insieme e trovare un nuovo modo di fare politica? 




1. PROLOGO 

II mancato rispetto degli accordi di San 
Andres, firmati dal governo e PEZLN nel 
febbraio del 1996 e che avrebbero dovuto 
migliorare le condizioni sociali e politiche 
delle comunita indigene dando loro notevole 
autonomia, genero un forte malcontento e 
delusione fra gli zapatisti. 

Nel Dicembre 2002 ci fu un grande corteo zapatista nel centro di San Cristobal, una 
delle maggiori citta del Chiapas. Da li era stato deciso il silenzio e il blocco di 
qualsiasi dialogo con il governo messicano. 

II comandante Tacho, che era tra quelli che hanno preso la parola, quel giorno 
annuncio che il silenzio degli zapatisti era dovuto al fatto che stavano lavorando 
alPinterno delle loro comunita per sostenere il processo di autonomia, per realizzare 
gli accordi di San Andres senza dover chiedere permesso a nessuno in quanto e un loro 
diritto, dimostrando cosi che Porganizzazione era riuscita a fare un ulteriore passo 
avanti. Inoltre stavano pensando di organizzare una nuova grande iniziativa nazionale. 

Alia fine dei discorsi, quella notte, vengono accesi dei grandi falo nella piazza della 
cattedrale, dove vennero bruciati tutti i bastoni che gli zapatisti avevano portato. Al 
risveglio, alle sei della mattina, San Cristobal ritorno ad essere la citta dei turisti e del 
folklore indigeno. Cera solo un po ? di cenere nella piazza della cattedrale. Ma gli 
zapatisti avevano lasciato anche un'altra impronta del loro passaggio, come atto 
simbolico ma anche di resistenza: le panchine delParea pedonale turistica al centro 
della citta erano state divelte. 

Era un modo per dire: << Lagente sta morendo difame nei nostri villaggi per che i soldi 
vengono utilizzati per fare queste strade pedonali e mettere le panchine per i turisti, gli 
alberelli ed una bella illuminazione?» 

E stata un'azione molto importante, anche se molti non Phanno notata. 
Poi loro se ne andarono e ritornarono al silenzio. 



Questo silenzio duro fino al 2005 quando di nuovo tutti a San Cristobal cominciarono a 
preoccuparsi. Si sentiva tensione nelParia. Le ONG si riunivano di qua e di la. Si 
diffuse la notizia che gli zapatisti avevano lanciato Pallarme rosso. 
Alia fine viene resa pubblica la Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona. 
Sono varie pagine di analisi politica delPorganizzazione zapatista, cioe di come loro si 
vedono in relazione al Chiapas, al Messico e al mondo. Inoltre si parla di come loro 
vedono gli altri e le altre con cui condividono questo mondo. 

La lotta non si era pero fermata, durante il silenzio: al loro interno le comunita 

stavano riflettendo e cercando il modo giusto di trovare consenso fra le compagne e i 

compagni. 

Era arrivato il momento di costruire qualcosa di nuovo, al di la dei gruppi e dei partiti 

politici. Per creare autogoverno, per sviluppare in modo nuovo una lotta unitaria, per 

dare una risposta forte alia disillusione vissuta negli ultimi anni. 




Questa e la nostra semplice parola che cerca di toccare il 

cuore delta gente umile e semplice come not e, 

proprio come noi, degna e ribelle. 

Questa e la nostra semplice parola per raccontare quaVe stato 

il nostro cammino e dove ci troviamo or a, per spiegare come 

vediamo il mondo ed il nostro paese, per dire quello che 

pensiamo difare e come pensiamo difarlo, e per invitare altre 

persone ad incamminarsi con noi in qualcosa di molto grande 

che si chiama Messico e qualcosa dipiii grande che si chiama 

mondo. 

Questa e la nostra semplice parola per far sapere a tutti i cuori onesti e nobili, quello che 

vogliamo per il Messico e per il mondo. 
Questa e la nostra semplice parola, perche la nostra idea e chiamare quelli come noi ed unirci a 

loro, in qualsiasi parte vivano e lottino. 

Noi, gli zapatisti deWEZLN, ci siamo sollevati in armi nel gennaio del 1994 perche vedevamo le 

troppe malvagitd che f anno ipotenti capaci solo di umiliarci, derubarci, metterci inprigione e 

ammazzarci, e niente e nessuno che dice nefa nulla. 
Dunque, la nostra piccola storia e che ci stancammo dello sfruttamento dei potenti e quindi ci 

organizz ammo per difenderci e per lottare per la giustizia. 

Abbiamo raccolto le nostre forze in silenzio. 

Abbiamo trascorso cosi 10 anni e poi siamo cresciuti e siamo diventati molte migliaia. 

Allora, ci siamo prep arati bene con la politica e con le armi ed improvvisamente, mentre i ricchi 

stavano festeggiando Vanno nuovo, siamo piombati sulle loro citta 
e le abbiamo occupate ed abbiamo cosifatto sapere a tutti che siamo qui, che ci devono prendere 

in consider azione . 

E qui sono arrivati gli eserciti a cercarci e gettarci le loro bombe e pallottole, e ormai 

pianificavano di ammazzare in una volta tutti gli indigeni perche non sapevano esattamente chi 

era Zapatista e chi no. E noi a correre e combattere, combattere e correre, come hannofatto i 

nostri antenati. 

Allora, la gente delle citta usciper le strade ed incomincio a gridare difermare la guerra. 

Cosicche abbiamo messo da parte ilfuoco ed abbiamo tiratofuori la parola. 

Ed i governi dissero di essere ben disposti e che avrebbero dialogato efatto accordi e che li 

avrebbero rispettati. 

Ma risulta che i malgoverni non volevano un buon accordo, era solo un loro stratagemma quello 

di voler parlare e stringer e accordi mentre stavano prep arando i loro attacchi per eliminarci 

definitivamente. E diverse volte ci hanno attaccato ma non ci hanno vinto 

perche noi abbiamo resistito bene e molta gente in tutto il mondo si e mobilitata. 

Allora i malgoverni hanno dovutofare accordi con VEZLN e questi accordi si chiamano 

Accordi di San Andres 3 perche San Andres e il nome del municipio 

dove sono statifirmati questi accordi nel Febbraio del 1996. 

Cosi si svolse quel dialogo, non c'erano solo gli zapatisti da una parte ed i governi dalValtra, ma 

con gli zapatisti c'erano ipopoli indios del Messico e quelli che li appoggiavano. Ed in quegli 

accordi i malgoverni dissero che avrebbero riconosciuto i diritti dei popoli indios del Messico e 

rispettato la loro cultura, e che avrebbero fatto diventare il tutto, legge della Costituzione. 

Ma, subito dopo averfirmato, i malgoverni si sono comportati come se se nefossero dimenticati 

e sono trascorsi molti anni senza che questi accordi fossero rispettati. 

In questo modo, la classe politica non solo ha chiuso un'altra volta la porta ai popoli indios; ha 

dato anche un colpo mortale alia soluzione pacific a, dialogata e negoziata della guerra. 

E non si pud piii credere che rispettera gli accordi presi con qualcuno. 

Guardate bene efate esperienza di quanto ci e accaduto. 

Ci siamo resi ben conto di tutto questo e nei nostri cuori abbiamo pens ato che cosa avremmo 

fatto. La prima cosa che abbiamo inteso era che il nostro cuore non erapiii come prima, quando 

avevamo iniziato la nostra lotta, ma era piii grande perche avevamo toccato il cuore di molta 

gente buona. Ed abbiamo capito anche che il nostro cuore era ancora piiiferito. 

Ma non per Vinganno subito dai malgoverni, ma perche quando abbiamo toccato i cuori di altri, 

abbiamo sentito anche i loro dolori. Era come se cifossimo guardati in uno specchio. 



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2. LA SESTA DICHIARAZIONE 
DELLA SELVA LACANDONA: 

INTRODUZIONE 



Secondo il nostro pensiero e quello che sentiamo nel nostro cuore, siamo arrivati ad unpunto in 

cui non possiamo piii andare oltre, in aggiunta, e possibile che perdiamo tutto quello che abbiamo 

se restiamo dove siamo arrivati adesso e nonfacciamo nient'altro per avanzare. Quindi, e 

arrivata Vora di rischiare un'altra volta e compiere un passo pericoloso ma che vale lapena. 

Perche,forse uniti con altri settori sociali che hanno i nostri stessi bisogni sard possibile ottenere 

quello di cui necessitiamo e meritiamo. Un nuovo passo avanti nella lotta indigena e possibile 

solo se Vindigeno si unisce con operai, contadini, studenti, insegnanti, impiegati... cioe i 

lavoratori delta citta e delta campagna. 
Ora vi spieghiamo come noi zapatisti vediamo cib che succede nel mondo. 

Dato che vediamo che il capitalismo e il piu forte adesso. 

II capitalismo e un sistema sociale, cioe il modo in cui in una societa sono organizzate 

le cose e le persone, e chi ha e chi non ha, e chi comanda e chi obbedisce. 

Sul mercato vediamo merci, ma non vediamo lo sfruttamento attraverso cui sono state fatte. Ed 

allora il capitalismo ha bisogno di molti mercati... 

o di un mercato molto grande, un mercato mondiale. 

Ed allora risulta che il capitalismo di adesso non e come quello di prima quando i ricchi erano 

contenti di sfruttare i lavoratori nei loro paesi, 

ora si trova in unafase che si chiama Globalizzazione Neoliberista. 

Allora, nella globalizzazione neoliberista, i grandi capitalisti che vivono nei paesi pot enti, come 

gli Stati Uniti, vogliono che tutto il mondo diventi 

come una grande impresa dove si producono merci e come un gran mercato. 

Allora i capitalisti glob alizzati si inseriscono dappertutto, in tutti ipaesi, 

per fare i loro grandi affari, ovvero, i loro grandi sfruttamenti. 

E non rispettano niente e si insediano aforza. Praticamente conquistano gli altri paesi. 

Questa conquista a volte avviene con eserciti che invadono un paese e lo conquistano con laforza. 

Invece a volte avviene attraverso Veconomia, cioe i grandi capitalisti mettono il loro denaro in un 

altro paese o gli prestano denaro, ma a condizione che obbedisca a quello che loro dicono. E 

introducono anche le loro idee, 

cioe la cultura capitalista che e la cultura delta merce, del prof itto, del mercato. 

Ma non e tanto facile per la globalizzazione neoliberista, per che gli sfruttati di ogni paese non si 

accontentano e non dicono che non c'e piu nulla da fare, ma si ribellano; e quelli che protest ano e 

disturbano, resistono e non si lasciano eliminare. Ed allora vediamo che in tutto il mondo quelli 

che sono fregatif anno resistenze per non arrendersi, cioe si ribellano, e non solo in un paese ma 

in tutti iposti in cui si trovano numerosi, cioe: dove c } e una globalizzazione neoliberista, c y e anche 

una globalizzazione delta ribellione. 

Ed in questa globalizzazione delta ribellione non ci sono solo i lavoratori delle campagne e delle 

citta, ma ci sono anche altri ed altre che sono per seguitati e disprezzati per lo stesso motivo, 

perche non si lasciano dominare, come le donne, i giovani, gli indigeni, gli omosessuali, le 

lesbiche, i transessuali, gli emigranti e molti altri gruppi pre senti in tutto il mondo ma che non 

vediamo finche non gridano ora basta al disprezzo e si sollevano e allora si li vediamo e li 

sentiamo e li conos 



Gli zapatisti in questo testo danno una prova concreta della loro umilta e della 
semplicita della loro parola sottolineando che sanno bene che non sono gli unici che 
stanno male, che soffrono, che sono sfruttati, discriminate, rapinati delle loro cose, dei 
propri diritti. Sanno bene che questo sta succedendo in tutte le parti del paese dove il 
mal governo sostiene, in differenti modi, Pavanzare del capitalismo, portando il 
popolo, poco a poco, verso la morte. 

C ? e una guerra in atto che il capitalismo ha intrapreso gia da parecchi anni. Una 
guerra contro tutti e tutte e non solo contro gli indigeni. 

Siamo molto diversi nel mondo per cultura, lingua, colore della pelle, pero siamo 
uguali quando ci vediamo nella nostra posizione di classe. Quando ci rendiamo conto 
che tutti siamo poveri, che non importa se tu sei bianco e io sono nero, se tu sei cinese 
o italiano e io chiapaneco. Se siamo poveri, allora siamo nello stesso fronte di questa 
guerra, che non abbiamo dichiarato noi, ma il capitalismo e la gente di potere contro 
di noi. 

Quando cominci a leggere la Sesta Dichiarazione della Selva e cominci a capire come 
sono queste persone allora ti viene spontaneo pensare: << Maforse anch'io posso fare 
qualcosa. Se loro hanno avuto tempo difermarsi a riflettere su queste cose pur stando in 
un processo cosi complesso, allora forse anch'io posso riuscirci». 



« Ci rivolgiamo agli uomini e alle donne semplici e umili» vuol dire che non si 
rivolgono soltanto ai piu poveri. Qui gli zapatisti stanno parlando della semplicita e 
delPumilta che c ? e nel cuore e nella lotta. Un qualcosa che tu hai dentro e ti permette 
di stare ad ascoltare gli altri e le altre. Tu parli, pero sei anche disposto ad ascoltare e 
imparare. 

E da questo concetto si origina una prima grossa rottura. Loro dicono che non hanno 
interesse che si avvicinino alia lotta soltanto gli intellettuali, i dirigenti di partito o le 
direzioni delle grandi organizzazioni politiche. 

Inoltre propongono molto chiaramente la la possibility di sviluppare una nuova forma 
di relazionarsi ed e proprio qui che troviamo la proposta di cercare un'altro modo di 
fare politica.. E io credo che quando dicono che si rivolgo alia gente semplice e umile, 
juello e un primo principio di questo modo diverso di fare politica. 





3. LA SESTA DICHIARAZIONE 
DELLA SELVA LACANDONA: 

NUOVO MODO DI FARE 
POLITICA 



Stiamo dicendo che la politica non serve? No, quello che vogliamo dire e che QUELLA 

politica non serve. E non serve per che non tiene conto del popolo, non lo ascolta, nongli 

fa caso, git si avvicina solo quando ci sono le elezioni e non vogliono neanche piii i voti, gli 

bastano ormai le inchieste per stabilire chi vincera. Epromettono chefaranno questo e 

quest 'altro, ma pot, non It vedipiu salvo che non esca la notizia che si sono rubati il 

denaro ma non ne subiranno le conseguenze per che la legge, che loro stessi politici hanno 

fatto, liprotegge. 

Bene, in Messico quello che vogliamo fare e un accordo conpersone e organizzazioni di 

sinistra, perche pensiamo che sia nella sinistra politica Videa di resistere contro la 

globalizzazione neoliberista, efare unpaese dove ci sia, per tutti, giustizia, democrazia e 

liberta. Non come adesso, dove c'e giustizia solo per i ricchi, c'e liberta solo per i loro 

grandi affari e c'e democrazia solo per dipingere i muri con la propaganda elettorale. 

Perche noi pensiamo che solo dalla sinistra pud uscire unprogetto di lotta affinche la 

nostra Patria, il Messico, non muoia. 

Dunque, quello che pensiamo e difare unprogetto, con queste persone ed organizzazioni 

di sinistra, per andare in tutte le parti del Messico dove c'e gente umile e semplice come 

noi. 

Non e che diremo che cosa si devefare o daremo ordinL 

Non vi chiederemo neppure di votare per un candidato, tanto sappiamo che quelli che ci 

sono, sono neoliberistL Non vi diremo neppure difare come noi, ne che ci si sollevi in 



armi. 





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repressione dei potenti. 



In questo passaggio della Sesta gli zapatisti 
sottolineano che a loro non interessa entrare nella 
diatriba de: << La mia idea e migliore della tua», ma 
che ognuno lotta a modo suo e con i suoi tempi. 
E questa fa parte del 'NUOVO MODO DI FARE POLITICA', 
di come avanziamo passo passo per organizzarci. Non 
si sta parlando di omogeneizzarsi, ma di rispettarsi. 
Gli zapatisti riconoscono che ogni persona, sia a 
livello individuale che collettivo, impara a modo suo 
ad organizzarsi nella lotta e a difendersi dalla 



Quindi bisogna ripensare alia struttura che ci si vuole dare: se vogliamo essere un 
movimento tra tutti e tutte allora bisogna pensare a forme nuove di lavoro collettivo. 
Oppure vediamo che abbiamo bisogno di un partito centrale che dirige tutto. 
Oppure ancora qualcos'altro. 
Quale sara quest'altro modo di fare politica? Come ci organizzeremo? 







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4. LA SESTA 
DICHIARAZIONE 
DELLA SELVA 
— ; LACANDONA: 

PROGRAMMA 
DI LOTTA 

NAZIONALE 



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— 



— 



Andremo ad ascoltare e parlare direttamente, senza intermediari ne mediazioni, con le persone 

semplici ed umili del popolo messicano e, secondo quanto ascolteremo ed impareremo, 

costruiremo insieme a que ste persone che, come noi, sono umili e semplici, unprogramma 

nazionale di lotta, ma unprogramma che sia chiaramente di sinistra cioe antic apitalista e 

antineoliberista, cioe per la giustizia, la democrazia e la liberta per il popolo messicano. 

Dunque, come si dice, invitiamo le organizzazioni politiche e sociali di sinistra che non sono 

regis tr ate, le persone che rivendicano di essere di sinistra che non appartengono ai partiti politici, 

a riunirci a tempo, luogo e modo che proporremo a vostra opportunity, per organizzare una 

campagna nazionale, visitare tutti gli angoli possibili delta nostra patria, per ascoltare ed 

organizzare laparola del no stro popolo. Quindi, e come una campagna, ma molto diver sa perche 

non e elettorale. 

Eforse troveremo un accordo tra noi che siamo semplici ed umili e, insieme, ci organizzeremo in 

tutto ilpaese e metteremo insieme le nostre lotte che adesso sono sole, separate le une dalle altre, 

e troveremo qualcosa come unprogramma che contenga quello che vogliamo tutti, ed un piano su 

come realizzare que sto pro gramma che si chiama 'PROGRAMMA NAZIONALE DI LOTTA 1 \ 

In Messico, percorreremo tutto ilpaese, le r ovine disseminate dalla guerra neoliberista e le 

resistenze che, trincerate, in luifioriscono. 

Cercheremo, e troveremo, qualcuno che ami questi suoli e questi cieli tanto quanto noi. 

Cercheremo, da La Realidadfino a Tijuana, chi vorra organizzarsi, lottare, costruire forse 

Vultima speranza che questa Nazione, che esiste almeno dal giorno in cui un'aquila siposb su un 

fico d'indiaper divorare un serpente, non muoia. 



II 'PROGRAMMA NAZIONALE DI LOTTA 5 anche se e una proposta separata, ha qualcosa a 

che vedere con la proposta del 'NUOVO MODO DI FARE POLITICA 5 . 

Ci sono molti gruppi, molti progetti politici che invitano alia partecipazione ma hanno 

gia un programma preparato ed e come se loro gia sapessero per cosa e importante 

lottare. Sicuramente si. Pero perche non ascoltare la parola delFaltro? Perche non 

decidere tutti insieme per che cosa lottare? La modalita decisionale del modo 

zapatista e costruire un 'NUOVO MODO DI FARE POLITICA 5 che sia condiviso da tutte e 

tutti. Per questo la Sesta Dichiarazione non e un programma di lotta, ma e un invito 

alia costruzione di un programma di lotta. 

Anche nelle organizzazioni che si reputano piu 'orizzontali 5 molte volte c ? e chi e piu 

partecipativo, che ha piu idee, chi sa cosa e come e comincia a proporre. Spesso la 

maggior parte delle compagne e dei compagni lascia che tre o quattro siano quelli che 

parlano e decidono sempre. 

Spesso le e gli zapatisti usano Pespressione 'comandare obbedendo'. 

E questo che significa? Non significa certo che non c ? e chi ha il suo ruolo. Fa parte 

delPautogestione che ognuno abbia il suo incarico, pero la responsabilita delle 

decisioni e dei lavori deve essere paritaria per tutti, non va lasciata in mano a uno, ma 

ogni volta deve essere sempre piu condivisa. L'importante e esserci sempre, ognuno 

con il proprio contributor non aspettare le decisioni di altri, ma pensare, fare. Ed e in 

questo modo che la lotta cresce sempre di piu. 

Nel caso della Sesta Dichiarazione e sottolineata Pimportanza di fare un 'PROGRAMMA 
NAZIONALE DI LOTTA 5 per il Messico, pero e un invito per qualsiasi persona al mondo 
che senta nel suo cuore la lotta e che senta di avere un posto in cui stare. 
La Sesta Dichiarazione invita a che ognuno nel suo proprio paese possa fare un 
esperimento cosi. Per questo c ? e una Sesta Internazionale: perche ognuno nel suo 
paese possa tentare cio. 

La Sesta Dichiarazione e un'analisi del percorso zapatista, di come e la situazione 
politica in Messico e nel mondo. E ? un invito afe alfinche altre donne e altri uomini che 
non appartengono alio zapatismo possano fare parte e integrarsi in un grande 
movimento che lotta contro il sistema capitalista che ci sta portando alia distruzione. 

E ? una provocazione: qui ci sono le domande, dopo di che devi cominciare a 
camminare per trovare da te le risposte. 

E questo pud essere inteso come un buon passo per mantenere vivo il diritto a 
sognare, un diritto a sognare che va realizzato ogni giorno nella nostra vita. Un sogno 
che si vive quando gia c'e il sole, nella giornata di lavoro, nella vita quotidiana. 

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5. LA SESTA DICHIARAZIONE 
DELLA SELVA LACANDONA: 

LA NUOVA GOSTITUZIONE 



Inoltre, promuoveremo una lottaper chiedere una nuova Costituzione, cioe nuove leggi che 

prendano in consider azione le richieste del popolo messicano che sono: casa, terra, lavoro, cibo, 

salute, educazione, informazione, cultura, indipendenza, democrazia, giustizia, libertd e pace. 

Una nuova Costituzione che riconosca i diritti e le libertd del popolo, 

e difenda il debole difronte al potent e. 




Molti potrebbero interpretare questo passaggio come qualcosa di riformista, come se 

si stesse dicendo che c ? e qualcosa da avere, da ottenere, che ci siano deputati nei 

congressi e nei parlamenti. 

II significato di chiedere una 'NUOVA COSTITUZIONE 5 e Popportunita di tornare a 

costruire il Messico. 

Nella Sesta Dichiarazione loro dichiarano: «Prenderemo il paese, lo mettiamo 

sottosopra e lo scuoteremo per pot ricostruirlo!» . Quindi si, chiaro, una costituzione. 

Normalmente in una costituzione ci sono tutti i diritti che ha una persona: la sua 

liberta giuridica, lavorativa, la liberta di transito, di educazione, tutte queste garanzie 

individuali o diritti umani, come si chiamano in ogni paese. 

Pero c ? e un'altra parte molto centrale, in cui si formulano le regole su come funziona e 

si organizza il paese: quali sono i poteri, quanti sono i rappresentanti, che requisiti 

deve avere il presidente etc... 

II cambiamento deve essere qui: si deve cambiare questo sistema, il sistema di 

organizzare e governare il paese, quelle strutture di potere che producono corruzione 

e disuguaglianza. 

La Sesta Dichiarazione, quindi, non vuol cancellare Pintera Costituzione perche molte 

parti di questa Costituzione nacquero dalla rivoluzione, dalla lotta di questo popolo 

che pago col suo sangue per avere dei diritti. 



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6. LA OTRA CAMP ANA: 

RIUNIONI PREPARATORIE 




II 2005 era periodo di campagna elettorale. Questo significa che ancora una volta il 

popolo messicano veniva fintamente invitato ad eleggere una rappresentanza. 

II movimento, le compagne e i compagni che ogni giorno lottano contro le ingiustizie 

proponendo modelli di autogestione di base, sanno che questa sara Pennesima 

legittimazione del potere e che il governo, quale esso sia, non e mai la soluzione. 

Allora decidono di proporre una nuova campagna, una Otra Campaiia, in cui non ci 

saranno eletti ed elettori, candidati e partiti. 

Nella proposta della Otra Campana c ? e il programma che gli zapatisti propongono 

nella Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona ovvero Pincontro tra chi sta in basso 

e a sinistra lottando e resistendo contro il capitalismo, e la costruzione di un piano 

nazionale di lotta. 

Si fecero riunioni nella selva, in differenti comunita del caracol [1] della Garrucha dove 
la gente arrivava, prendeva la parola e cominciava a raccontare quaPera la sua lotta. 
Arrivo gente di tutti i tipi. 

Un signore ad esempio, che era nervoso perche non aveva mai parlato di fronte a 
qualcuno, intervenne nel giro di presentazioni dicendo: <<... il mio collettivo e la mia 
famiglia, perche con la miafamiglia lottiamo ogni giorno». 
Questo esempio e molto simbolico. 

Per la prima volta molta gente che mai aveva avuto un posto in un convegno o in 
un'assemblea, poteva raccontare come vive, come viene danneggiata da questa 
politica, cosa pensa o cosa sto facendo per affrontarla. Per la prima volta poteva 
confrontarsi con la Commissione Sesta, una rappresentazione del Comando Generale 
delPEZLN, di una organizzazione politico-militare, e ancora di piu con molti altri tipi 
di organizzazioni che erano li per ascoltare. 

Dopo queste tappe preparatorie ci furono gia i primi accordi e il primo invito 
importante fu Pazione dislocata del 2 novembre 2005, in ricordo delle compagne e dei 
compagni caduti nella lotta. 

Venne percio organizzata una mobilitazione che permettesse a tutti e tutte di potervi 
partecipare, non per forza unendosi in una citta, ma ognuno nel proprio territorio, con 
le proprie modalita, ricordando quelli di cui sempre ci dimentichiamo, qualcosa che 
deve essere come il cuore vivo delle lotte. 

QuelPazione fu molto simbolica perche mostro questo altro orizzonte, questo altro 
sforzo che hanno dato al mondo i compagni e le compagne zapatisti. Questo mostra 
che cos'e la dignita della lotta, cio che fa continuare a lavorare, che fa si che per 
quanto sia tutto molto difficile, non si ferma il lavoro delle scuole autonome, quello 
delle cliniche autogestite, quello della Giunta di Buon Governo. 
II lavoro non si ferma, la lotta non si ferma. 

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7. LA OTRA CAMP ANA: 
GIRO NAZIONALE 



Inizio percio il giro nazionale della Otra Campana: una carovana di organizzazioni, 
collettivi, compagne e compagni accompagnati dal Delegato Zero, il Subcomandante 
Marcos, attraverso a tappe gli stati messicani, da Sud a Nord, da costa a costa. 

In quei primi giorni ci fu la scomparsa della comandante Ramona. E questo fu un'altra 
cosa che spinse al lavoro, perche le compagne e i compagni danno molta importanza a 
questo e non si fanno vincere dalla morte, anche perche soprattutto in Messico e 
molto quotidiana. 

L'obbiettivo di questa campagna, quello che distingue questa prima tappa della Otra 

Campana dalle campagne elettorali che c'erano, e arrivare li dove notoriamente non 

vanno i candidati elettorali. 

E quale differenza si evidenzio? II candidato del partito, sia del PRI, del PAN o del 

PRD [2] o dei piccoli partiti, raggruppa la gente nella piazza, o dove si fara la 

riunione, e tiene il suo discorso. 

Nessuno mai ascolta veramente i bisogni della gente. 

Quando arrivo la carovana della Otra Campana la gente di ogni paesino ebbe la 

opportunity di parlare e raccontarsi. 

Inoltre si incontrarono gruppi che mai prima si erano guardati con rispetto. 

Per esempio i gruppi di donne lavoratrici sessuali dovettero guadagnarsi il rispetto, 

perche non solamente il malgoverno e la polizia le vedono male, ma anche gli stessi 

gruppi di sinistra, gli stessi compagni, che a volte sono anche clienti, e che non hanno 

ancora messo in discussione quel machismo culturale che e parte integrante del loro 

comportamento quotidiano. Discriminano queste compagne. Non danno loro il 

rispetto come lottatrici sociali. 

Non mancarono i momenti di tensione con le forze delPordine che tentavano di 

avvicinarsi alia Commissione e al Delegato Zero. 

Piu andava avanti, piu la Otra Campana otteneva successo, e di conseguenza 

aumentava Pinquietudine dei potenti. Quando arrivo a Citta del Messico la tensione 

era molto forte perche si noto la differenza fra cio che stavano facendo i candidati e 

quello che stava facendo PEZLN. 

Per la gente del paese era tutto molto chiaro. 

Quindi il potere inizia ad avere paura. 

A Citta del Messico in piu molti dicevano che non sarebbe successo nulla, che nessuno 

sarebbe andato ad ascoltare la Commissione de la Otra Campana^, che gli zapatisti 

erano gia passati di moda. Invece la gente venne ad ascoltare e parlare. 

Qualche giorno prima di arrivare a Citta del Messico la Otra Campana passo per 
Atenco, nello stesso stato della capitale. 

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Liberrad alps 
Politic OS 



Presos 




Cartel a los que 
reprimen al pueblo 



8. ATENGO 



II 3 e il 4 maggio 2006, mentre la carovana della Otra 
Campana sta entrando a Citta del Messico, il 
malgoverno reprime selvaggiamente i venditori di fiori di Atenco che stanno facendo il 
proprio mercato a Texcoco, poco fuori la capitale, per poi assediare Atenco. 
II bilancio della battaglia riporta due giovani uccisi, decine di persone ferite e piu di 
duecento arresti. Inoltre, in carcere, decine di donne sono state violentate. 

II Fronte dei Popoli in Difesa della Terra, a cui fanno riferimento quei venditori di fiori 
e tutto il villaggio di Atenco, e un movimento popolare nato nel 2001 per impedire 
Tesproprio delle terre comunali per la costruzione di un nuovo aeroporto. Sono anni di 
dure battaglie che alia fine obbligano il governo a retrocedere dall'idea 
dell'espropriazione delle terre. 

Ma i potenti non dimenticano e alia prima occasione mandano tutte le forze di polizia 
disponibili a vendicarsi su questo popolo ribelle e dignitoso. 

Nei giorni immediatamente successivi la Otra Campana realizza azioni urgenti dentro 
e fuori il Messico per esigere la liberazione immediata dei detenuti e il ritiro totale 
della forza pubblica dalle terre di Atenco. 

All'appello alia mobilitazione rispondono anche molte organizzazioni in Europa e nel 
resto del mondo.Viene anche organizzato un presidio permanente all T esterno del 
carcere in cui sono rinchiusi i prigionieri e le prigioniere.il presidio durera tre anni e 
tre mesi. 



Nel corso del tempo, grazie alia pressione delle costanti 
mobilitazioni, quasi tutti i 200 prigionieri vengono liberati. 
Ne restano in carcere 12, alcuni dei quali condannati a pene 
che vanno dai cento ai 30 anni di carcere. II tutto per aver 
difeso a testa alta il proprio diritto a non essere aggrediti. 
Nel maggio 2006 Atenco e una prova di come si possa 
attaccare un paese. La politica del terrore utilizzo la gente di 
Atenco e gli aderenti a la Otra Campana per dare prova di 
forza a tutti quelli che erano entrati nella Sesta 
Dichiarazione, a tutti quelli che gia si erano riuniti con 
PEZLN, e a quelli che ancora mancavano, perche in quel 
momento, il giro della Otra Campana era a meta del suo 
percorso. 

Finalmente nel Luglio 2010 la Suprema Corte di Giustizia del 

Messico, sotto la pressione di anni di proteste a livello 

nazionale e internazionale che sottolineavano le gravissime 

violazioni ai diritti umani che si stavano impunemente 

commettendo nel caso di Atenco, libera gli ultimi ostaggi del malgoverno. 

II Fronte dei Popoli in Difesa della Terra pud festeggiare i suoi compagni, simbolo che 

la lotta contro il carcere paga. Ma ancora tanti e tante sono i prigionieri e le 

prigioniere che nelle carceri messicane che scontano la caparbieta di essersi ribellati 

alle leggi di uno stato che li vuole supini, schiavi e silenti. 




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9. REAZIONE DELLA OTRA GAMPANA 
E RIPRESA DEL GIRO NAZIONALE 








Siccome era una prova che loStato dava, la Otra Campana reagi. 

Quindi si iniziarono a formare le prime assemblee nazionali anche se non era stato 

completato il giro in tutto il paese, e fu sorprendente vedere come arrivo molta gente 

dagli stati dove la Otra Campana non era ancora passata. 

C'erano anche le prime azioni congiunte con una domanda specifica, comune per tutta 

la Otra Campana, che era la liberazione di carcerate e carcerati. 

C'erano gia desaparecidos [3] , c'erano prigionieri, c'era gia stato il primo simbolo che 

aveva mobilitato la Otra Campana prima dell'inizio del giro, nel novembre 2005. 

Senza dubbio si dovette rispettare questa decisione di continuare il giro e cio che si 
fece fu di non abbandonare i compagni e le compagne di Atenco. Si nominarono altre 
ed altri comandanti che si fermarono li per continuare ad appoggiare questa lotta e 
portare a termine Pobbiettivo di questa prima tappa: incontrare le lotte che gia 
c'erano e le esperienze che gia esistevano in risposta al quotidiano attacco del 
capitalismo. 

La carovana verso il nord rompe pure con una distanza che era esistita dal 1994, dato 
che notoriamente e poca la gente del nord che riesce ad andare in Chiapas, nella selva, 
a qualche incontro, a qualche convocazione. Molte volte e stata piu facile e piu 
numerosa la presenza internazionale che di messicani del nord perche la distanza e 
troppa e le risorse scarse. 

Fu molto importante vedere Tincontro con i popoli indigeni del nord che in qualche 
modo i media, il governo, hanno cercato di cancellare. 

Solitamente quando si parla del Messico e dei suoi popoli indigeni si guarda solo a sud 
mentre il nord lo si presenta come la parte piu avanzata del Messico, quella delle 
industrie e della tecnologia. Sempre sentiamo parlare di Monterrey per le sue grandi 
fabbriche, di Ciudad Juarez per le maquiladoras [4] . Ma anche di narcos [5] , di 
femminicidi, di violenza. E ? pero raro che si parli dei popoli indigeni di quei territori. 
Quindi questo fu un momento speciale in cui ebbero visibilita i popoli indigeni che 
addirittura fisicamente hanno un aspetto molto diverso: piu alti, con altri sguardi, 
altri sogni, altri colori. 



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10. SEGONDA TAPPA 
DEL GIRO DELLA 
OTRA CAMPANA 



Per questa seconda tappa l'EZLN voleva gia fare qualche proposta in piu. Si tratta del 

processo di affinare tutte le informazioni raccolte nella prima tappa. Perche tutta 

questa informazione servira anche per fare un programma nazionale di lotta che non 

fara solo l'EZLN, ma l'EZLN si e assunto il compito di ascoltare tutti e tutte quelli che 

si awicinano, che vorrebbero essere ascoltati. 

Si dovette percio portare a termine questo impegno e ci voile piu di un anno, fra le due 

fasi. 

A questa seconda fase parteciparono un maggior numero di delegati e delegate della 
Commissione Sesta che partirono per un secondo giro attraverso tutti gli stati 
messicani. Purtroppo questa fase non ebbe tanto impatto per i media e per la gente 
comune. La popolazione civile, i simpatizzanti, non risposero alio stesso modo della 
prima tappa. 

Quelli che comandano pero non sottovalutarono questa mobilitazione di comandanti e 
li perseguirono. I potenti si resero conto del pericolo di questa seconda tappa, il 
pericolo che i popoli indigeni si parlino direttamente. Inoltre questa volta non c'era 
piu un solo delegato che andava ad ascoltare, ma si trattava di una piccola 
commissione di tre o quattro che stanno li, con maggiore capacita di interlocuzione. 
Vennero fatti dei posti blocco lungo la strada e fecero scendere tutti dai mezzi 
chiedendo loro i documenti. Ovviamente i e le compas [6] indossavano i 
passamontagna. Queste cose non erano successe nella prima tappa. 

Dal Maggio 2006 si fecero attivita concentrate e dislocate in tutto il paese, incluso un 
corteo che si fece lo stesso giorno delle elezioni. 

E mentre tutti votavano, la Otra Campana riuni contingenti nel Distretto Federale per 
irrompere, si disse in quel momento, sulla scena nazionale, mostrando cosa eravamo: 
una forza nazionale che sta cercando di organizzarsi e che non crede nei partiti. 
Tra molti altri obbiettivi, si trattava di tornare a vedere quel che si era fatto. 
Cosa stiamo apprendendo da tutto quello che abbiamo vissuto? 
Verso dove stiamo guardando e dove possiamo arrivare? 

Tutto quello che chiamano congiuntura, tutto quello che succede, la guerra al 
narcotraffico, la crisi mondiale, tutti questi temi che sono quotidianamente fra la 
gente e che a un certo punto frammentano il progetto originale e fanno si che la stessa 
gente che firmo la Sesta Dichiarazione si dimentichi gli obiettivi prioritari. 
Questa e stata un sfida costante dentro la Otra Campana: ricordare che la Otra 
Campana non e il fine della Sesta Dichiarazione ma e un mezzo, solamente un passo, e 
che arrivera il momento in cui si dovra fare un salto, un'altra tappa. 

Un piano di lotta nazionale e internazionale tra tutti e tutte quelle e quelli che hanno il 
cuore umile che batte in basso e a sinistra. 



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NOTE: 



[1] caracol: sorta di 'centri strategic^ del movimento Zapatista che hanno funzione 
amministrativa, sanitaria ed educativa. Nel territorio Zapatista ci sono cinque 
caracoles e ogni comunita appartiene ad uno di questi centri. 

[2] PRI, PAN, PRD: i tre maggiori partiti che si spartiscono il potere dell 3 elite politica 
messicana (Partito Rivoluzionario Istituzionale, Partito d f Azione Nazionale, Partito 
Rivoluzionario Democratico) 

[3] desaparecidos: persone che per motivi politici vengono fatte sparire perche 
considerate scomode 

[4] maquiladoras: fabbriche di accessori o di manifattura sparse lungo il confine 
messicano dove le imprese straniere non pagano le tasse potendo pero usufruire di 
manodopera a bassissimo costo e con alti livelli di sfruttamento. 

[5] narcos: nome comune per indicare i narcotrafficanti ovvero le bande annate che 
detengono il controllo del traffico di droga 

[6] compas: nome comune che definisce i compagni e le compagne zapatiste 



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INDICE 



1. PROLOGO p. 3-4 

2. LA SESTA DICHIARAZIONE DELLA SELVA LACANDONA: 
INTRODUZIONE p. 5-6 

3. LA SESTA DICHIARAZIONE DELLA SELVA LACANDONA: 
NUOVO MODO DI FARE POLITICA p. 7-8 

4. LA SESTA DICHIARAZIONE DELLA SELVA LACANDONA: 
PROGRAMMA DI LOTTA NAZIONALE p. 9-10 

5. LA SESTA DICHIARAZIONE DELLA SELVA LACANDONA: 
LA NUOVA COSTITUZIONE p. 11 

6. LA OTRA CAMPANA: 
RIUNIONI PREPARATORIE p. 12 

7. LA OTRA CAMPANA: 
GIRO NAZIONALE p. 13 

8. ATENCO p. 14 

9. REAZIONE DELLA OTRA CAMPANA 

E RIPRESA DEL GIRO NAZIONALE p. 15 

10. SECONDA TAPPA DEL GIRO DELLA OTRA CAMPANA p. 16 



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